Patrizia Corgnati - Balôn
Da piccola dicevo: voglio fare l’ambasciatore, forse perché mi suonava bene la parola. Così da un po’ piu’ grande mi sono attrezzata alla bisogna: mi sono laureata a pieni voti in scienze politiche, ho frequentato un bellissimo anno di master per le carriere internazionali al Bit (Bureau International du Travail)  di Torino e durante l’università, tanto per ingannare il tempo, mi sono pure diplomata in russo presso l’allora esistente e rinomata Associazione Italia - Urss (eravamo ancora in epoca pre - abbattimento del muro). Poco per volta tuttavia mi sono resa conto che la diplomazia non era il mio forte e che la realtà di un lavoro in un'ambasciata era diversa da come la immaginavo. Così un po’ per caso, un po’ no, ho cominciato a realizzare servizi giornalistici lavorando per varie emittenti televisive. Dai servizi ai telegiornali , dai telegiornali  ai talk show, alle trasmissioni con pubblico in studio fino ad 'incursioni' nella realizzazione di spot pubblicitari perché anche quello “fa spettacolo”, o meglio comunicazione. Insomma, salvo lo sport e le televendite, a livello tv non mi sono fatta mancare niente. “Balon”, la trasmissione di cui mi occupo in particolare per Quartarete è un approfondimento di fatti di cronaca e società. Mi interessa capire com’è fatta la gente, perché reagisce a certi avvenimenti in un modo più che in un altro, che cosa pensa e cosa la condiziona. Così, per me, fare la giornalista significa ascoltare tante voci, guardare con attenzione e interesse allo scorrere della commedia umana. E raccontarla - come diceva una grande collega, Oriana Fallaci - senza la pretesa, impossibile, di essere imparziale. Credo infatti sia già tanto farlo in modo onesto.


Scritto da Patrizia Corgnati    Mercoledì 16 Dicembre 2009 09:48    PDF Stampa E-mail
Siamo sullo speciale Millecanali di dicembre!!!

Millecanali di dicembre dedica una pagina a Quartarete a proposito del 2°premio per l'informazione ottenuto quest'anno.

Eccomi immortalata alla premiazione e citata nell'articolo.Vorrei però ricordare, oltre all'impegno di tutti coloro che lavorano alla realizzazione di Balon,  l'indispensabile e non citato contributo dell'operatore, montatore, archivista, ricercatore Dario Cambiano senza il quale tanti approfondimenti sarebbero impensabili. A lui, nonostante le urla e gli strepiti che accompagnano ogni puntata, un grazie particolare.


millecanali

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 16 Dicembre 2009 10:21 )
 
Scritto da Patrizia Corgnati    Giovedì 26 Novembre 2009 12:13    PDF Stampa E-mail
Un'ora sola mi vorresti

Tra due mèches e una piega qualche anno fa chiaccheravo del più e del meno con una parrucchiera da cui era riuscita a fermarmi durante il mio infernale tran tran quotidiano.Le solite cose: il tempo, l'ultimo scandalo , i figli.

Confidenze tra donne e mamme, la parrucchiera con figli grandi , io con una piccola.Tra un colpo di phon e l'altro  mi sfogo: ho una bambina scatenata, a volte persino incontrollabile.

"Ai bambini bisogna prestare attenzione.Passare del tempo con loro.Un'ora al giorno.magari solo un'ora al giorno.Ma deve essere proprio dedicata a loro".così mi aveva detto: un'ora al giorno.

Terminate mèches e piega ritorno, fuori tempo massimo, al mio tran tran, rimuginando.Certo, ci mancherebbe. Un'ora , certo...Ecco, magari non al mattino, che ogni giorno tra urla e ritardi sfioro l'infarto.Durante il giornono, come faccio?Lavoro.Tardo pomeriggio, la sera...effettivamente un'ora intera no, ho troppo da fare, la spesa , la casa, e poi dovrò pur fare qualcosa da mangiare o stiamo a stecchetto?Forse mentre ci spostiamo in macchina da un posto all'altro...

L'altro giorno si è celebrato il ventennale della convenzione dell'Unicef sui diritti dell'infanzia.La presidente dell'Unicef, tra l'altro una psicologa,intervistata sull'argomento, mi ha detto che i bambini del sud del mondo vedono calpestati i loro diritti mentre quelli del nord non hanno nessuno che li ascolta davvero, qualcuno che in famiglia  dedica del tempo a loro in modo esclusivo.

Ho intervistato la direttrice di una scuola materna, 35 anni di esperienza sulla groppa.Come sono cambiati i bambini, come sono cambiati i genitori?Parlano poco, mi ha risposto. "Non c'è la capacità di parlare con i bambini.Di dedicare in modo esclusivo un po' di tempo a loro. Anche solo un'ora."  

Anche solo un'ora.

Tu chiamale, se vuoi, chiacchere da parrucchiera.

 
Scritto da Patrizia Corgnati    Venerdì 13 Novembre 2009 12:22    PDF Stampa E-mail
I nativi internet

Preparando la prossima puntata di Balon ho seguito con attenzione la conferenza stampa del rettore del politecnico di Torino, Francesco Profumo,in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico.Tante le osservazioni , legate anche al fatto che quest'anno il Poli, come lo chiamono i suoi studenti,festeggia 15O anni dalla sua fondazione.

Ma cosa mi ha fatto pensare è soprattutto l'osservazione su come sono cambiati gli studenti.

Ha parlatodi generazione di "nativi intarnet";giovani che hanno forse comportamenti, ambizioni,valori diversi dal passato ma hanno soprattutto un sistema di relazioni diverse dal passato. Vogliono comunicare in rete ma non secondo il modello della mail, perchè è asincrono, bensì secondo il modello della community che permette di lavorare insieme e contemporaneamente.

Il modello della mail, nato appena ieri, è già vecchio per loro, per il loro sistema di relazioni.

Riforma Gelmini o no, ecco perchè è davvero il caso di ripensare all'offerta formativa dell'università, adeguandola a QUESTI studenti.

Altrimenti l'università resterà un esamificio che parla una lingua obsoleta, staccato dalla loro sensibilità, dai loro interessi,dallo stesso mondo del lavoro. Dalla loro vita.   

 
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